Moto Morini Scrambler: una naked con scarpe da enduro

Interessante?: No

naked

La Morini non si ferma e continua a proporre novità. Dopo Corsaro, 9 ½, Granpasso, non poteva mancare una Scrambler. E a Bologna questa parola suona un po'come una provocazione alla rivale di sempre: è proprio una scrambler la grande assente dal catalogo Ducati.

Chi non si ricorda della Ducati Scrambler, 250, 350 e 450? Un simbolo per la Ducati, una delle ultime mono a coppie coniche, un simbolo, una moto di moda, una di quelle che tutti vorrebbero rivedere e che Ducati non fa. Forse per non sprecare l'occasione.

Ecco dunque un'idea di come forse avrebbe potuto essere se Ducati si fosse sbizzarrita con una Monster. E qualcuno potrà pensare che lo dica in tono peggiorativo. Tutto il contrario: i numeri di produzione più piccoli offrono libertà di sperimentazione e il bicilindrico di 1200 segna un taglio netto con il mondo delle medie.

Si possono scegliere le gomme di primo equipaggiamento (più tassellate o quasi stradali) e si può accedere ad un'ampia scelta di accessori specifici. Sono convinto che a volte essere piccoli sia una fortuna.

Ducati, dove sei?


Ecco dunque un'idea di come forse avrebbe potuto essere se Ducati si fosse sbizzarrita con una Monster. E qualcuno potrà pensare che lo dica in tono peggiorativo. Tutto il contrario: i numeri di produzione più piccoli offrono libertà di sperimentazione e il bicilindrico di 1200 segna un taglio netto con il mondo delle medie.

Si possono scegliere le gomme di primo equipaggiamento (più tassellate o quasi stradali) e si può accedere ad un'ampia scelta di accessori specifici. Sono convinto che a volte essere piccoli sia una fortuna.

Derivata dalla 9 ½ , questa Morini vanta un equipaggiamento in linea con lo spirito scrambler, che ricordiamolo, era un po'la riconversione all'uso fuoristradistico delle moto stradali. Poi verrà la regolarità, l'enduro... Sue ipotetiche antenate (nello spirito, s'intende) sarebbero la Norton Commando SS, o le Triumph preparate per la Sei Giorni negli anni '60, quelle delle foto con Steve McQueen...

Colpiscono piacevolmente gli accessori, da una griglia per il fanale anteriore (in puro stile 48 anni '60), una piastra di protezione per il motore, una trousse di chiavi sul parafango posteriore o le tabelle porta numero (con tanto di numero 377, come il civico della Morini sulla Porrettana).

A spasso sotto la pioggia


La prova dinamca è avvenuta sotto la pioggia, ragion per cui non abbiamo potuto spremere a fondo il potenziale "della più grande di tutte le scrambler". Potendo scegliere abbiamo optato per una unità dotata di pneumatici misti da asfalto (Michelin Anakee).

Scelta azzeccata perché il tema grip ha la sua importanza su un aggeggio dotato di 117 cavalli. Questo numero ribadisce che la Morini fa sul serio, non è una messa in scena retrò, tipo Triumph Scrambler, ma una moto derivata da modelli sportivi e di carattere, e che può risultare addirittura eccessiva su pista sterrata o strada bagnata.

Il motore è quello della Corsaro adattato all'utilizzo differente: rimane la corsa corta, le 4 valvole per cilindro, cambia però la fasatura di questi ultimi, che, grazie a diagrammi meno spinti, garantiscono una migliore risposta ai bassi regimi a scapito degli alti. L'iniezione Magneti Marelli prevede una mappatura differente per adattarsi ai nuovi scarichi alti, che scorrono uno sopra l'altro sul lato sinistro della moto.

Spirito avventuriero


Il telaio lo conosciamo: è lo stesso delle altre Morini. Un bel multitubulare realizzato dalla Verlicchi. La forcella è una Marzocchi rovesciata da ben 50mm di diametro, dietro, seguendo la tradizione del made in Italy (ma si potrebbe dire tranquillamente dell'indotto bolognese, come si diceva anni fa, tra assemblatori, quando si andava a "fare la spesa" a Casalecchio e dintorni) c'è un mono Paioli montato lateralmente. Una soluzione bella esteticamente e furba, visto che data l'inclinazione si può fare a meno dei leveraggi progressivi.

Il forcellone è nuovo e specifico, con le nervature ben in vista. Nuova anche la ruota anteriore, da 19 pollici, che sostituisce la "normale" da 17". In ogni caso l'assetto generale è da considerarsi più simile a quello della 9 ½ che a quello della Granpasso, dati i 150mm-170mm di corsa delle sospensioni rispettivamente davanti e dietro.

La moto in se è piuttosto compatta anche se la sella (ben imbottita) è piuttosto alta e non permette di toccare bene a terra, anche a causa della larghezza che obbliga a mantenere le gambe un po'divaricate. In ogni caso l'impressione è quella di avere a disposizione un certo spazio, anche per il fatto che il manubrio (in alluminio, senza traversino) obbliga ad una posizione eretta e a mantenere le braccia abbastanza alte.

La strumentazione è semplice e chiara, d'ispirazione moderna e con un ampio contagiri a lancetta e un ampio schermo lcd dove trovare tutto il resto dell'informazione. Il tutto è protetto da un mini cupolino, bello ma che assolve ad una mera funzione estetica.

Potenza e carattere


Ma le sorprese (quelle piacevoli) arrivano mettendo in moto il grosso bicilindrico bolognese: Lambertini ha fatto un buon lavoro "d'aggiustamento" e la Scrambler ha un temperamento generoso fatto di progressioni vigorose fin dai 2000 giri, senza tentennamento alcuno.

Un crescendo che si protrae fino alla soglia dei 9300 giri, quando l'intervento del limitatore suggerisce di non insistere oltre e di cambiare marcia. Il tutto accompagnato da una voce piena ed intonata che rivela tutta la possanza della Morini. Cambio e frizione sono morbidi e precisi, il che aumenta il piacere di guida.

Veloce


Per sapere che la Scrambler è una moto veloce non è necessario provarla, qualsiasi moto che abbia 117cv e che pesi 200 kg sarà giocoforza divertente. In questo caso però la sensazione di potenza e velocità vengono aumentate dalla gommatura off road, dall'impostazione esposta al vento e dalla posizione che obbliga ad aggrapparsi al manubrio. Niente di brutale, ma la Scrambler non va presa sottogamba, è una moto con carattere: provate ad aprire a fondo su una pista sterrata... con una moto che può arrivare a 240 orari in un momento...

Ma non sono solo sterrati: in rettilineo la moto è sempre stabile e tra le curve (asfaltate) fa bene, da sicurezza e fa divertire. Se sono molto strette poi l'ampio manubrio da una mano e allora di capisce come tra le montagne questa moto possa essere appagante.

Telaio rigido, sospensioni che nonostante non possano essere regolate lavorano egregiamente e geometrie azzeccate restituiscono un comportamento neutro godibile su ogni fondo.

Molte delle prime unità sono state richieste già direttamente con i pneumatici tassellati: una scelta coraggiosa che forse è dettata più dall'estetica che dalla praticità, ma che garantisce un look a prova di semaforo (e aperitivo).

Infine la frenata, come da tradizione affidata ad un sistema Brembo. Si sono perse le solite pinze assiali a 4 pistoncini in favore di pinze a 2 pistoncini flottanti: meno mordente ma con i cerchi a raggi non c'era spazio per niente di meglio. In ogni caso buone prestazioni e potenza più che sufficiente per strapazzare la Scrambler.

Personalissima scrambler


In conclusione, questa nuova Morini è una moto di nicchia, ma ben fatta e con una sua logica. Da quello che promette: avendo chiaro cosa è una scrambler, si arriverà alla conclusione che le promesse sono state mantenute con il vantaggio di alcuni extras, come un'estetica personale, prestazioni di livello ed esclusività.

Non male per una marca "giovane" come Moto Morini.


Luca Parretti
Brown
Foto: Moto Morini

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Scheda tecnica della Moto Morini Scrambler
Caratteristiche generali
Motore DOHC 2 cilindri a V a 87º, 4 tempi, 8 valvole, raffreddamento a liquido
Cilindrata 1.187 cc
Potenza 117 CV
Peso a secco 198 kg
Prezzo 12.490 €

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