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La moto ideale è una chimera. Il motociclismo è una disciplina talmente ampia che, per fortuna non permette di creare un prodotto che vada bene ovunque e che piaccia a tutti.
Centrandosi però nella categoria delle moto da strada, considerando che passeranno praticamente tutti i loro chilometri su strade asfaltate, la scelta allora si fa più facile.
Molti sono convinti che le più adatte per le scorribande tra i tornanti siano le motard, e potremmo dire che non sbagliano.
Le supermotard riuniscono l'agilità e il controllo delle moto da fuoristrada con le caratteristiche delle sospensioni e delle ruote delle moto da strada.
Il limite viene in certi casi quando si vuole uscire dalle curve più strette ed affrontare passaggi ad alta velocità. Allora l'ampia corsa delle sospensioni e le caratteristiche del telaio mostrano la corda a tutto vantaggio di una sportiva.
Nel 1994 la gamma Duke nacque appunto per concentrarsi nella ricerca della motard perfetta su strada. Da una enduro rivisitata si passò nel 1999 alla Duke II, nuovo motore, nuove linee, nuove ruote, ma comunque strettamente imparentata con la enduro.
La Duke III, del 2008 rappresentò una rottura con le moto anteriori, proponendo un telaio multi tubolare specifico, il nuovo motore 690 (in realtà di "soli" 654cc.) 65 cavalli, sospensioni WP di qualità e freni Brembo radiali di classe.
Ma tutto si può migliorare, ed ecco quindi questa versione R.
La ciclistica la potremmo definire come quella di una naked sportiva, in salsa austriaca.
Come cambia dunque? La novità più interessante viene senza dubbi dal motore che vede la cilindrata incrementata a 700cc., 690,5cc, un motore da primato dato che raggiunge l'ambito record di essere il monocilindrico di serie più potente, con 70cv dichiarati e una coppia di 7,1 kgm a 5500 giri.
L'alta potenza ottenuta e il fatot che il motore giri a regimi alti, soprattutto considerando la cilindrata, accentuano inevitabilmente lo spirito sportivo di questa moto. L'aumento di cilindrata è stato ottenuto aumentando il valore della corsa, che passa da 80 a 84,5mm.
La centralina è stata rimappata, le sospensioni hanno una taratura ancora più sportiva e sono state aggiunte varie appendici in carbonio. Il peso è una bella notizia, 148,5kg sono un risultato interessante.

Passiamo alle impressioni di guida: oltre 200 di velocità massima sono un record per un mono.
Il motor vibra pochissimo e la sensazione di velocità è limitata dal fatto che... la Duke va bene, dritta come un fuso, si lascia alle spalle gli ondeggiamenti propri delle motard più potenti. In montagna stupisce per l'agilità con cui si muove tra le curve, la sveltezza con cui scende in piega e l'aplomb e l'efficacia nei curvoni più veloci.
Nei combi di direzione è velocissima, il che la rende micidiale nelle strade di montagna anche le più veloci, dove si devono affrontare i cambi di direzione in progressione.
L'allungo tra le curve è sorprendente e da la sensazione di avere a che fare con un bicilindrico più che con un mono. In basso non è un portento, ma basta superare i 3500 giri per renderlo brioso e i 5000 per carpirne il carattere.
I freni sono un punto forte, pinza e pompa radiale tutto Brembo, con tubazioni aeronautiche, bastano per fermare la Duke in spazi ridotti e con una sensibilità degna di una moto da pista.
In conclusione possiamo parlare di una moto che nasce e vive per le belle strade delle nostre montagne, con un prezzo un po'salato ma giustificato dalla alta qualità della componentistica.
Luca Parretti
Aymamí
| Caratteristiche generali | |
|---|---|
| Motore | SOHC, 1 Cilindro, 4 Tempi, LC, 4 Valvole |
| Cilindrata | 690 cc |
| Potenza | 70 CV |
| Peso a secco | 148.5 kg |