Honda CB 1000 R: potenza dolce

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E'ormai acqua passata la CB 900 F Hornet. Ci è voluto del tempo ma alla fine l'hanno pensionata.

Honda CB 1000 R: potenza dolce

La nuova CB 1000 R è l'ultimo frutto dell'esperienza che, ormai da quasi trent'anni lega il marchio Honda all'Italia. Questa mille infatti, come la sorella minore – la Hornet 600 – nasce ad Atessa, nei pressi di Roma, dove si è deciso di sviluppare tutta la gamma naked dell'ala dorata.

La scelta del nostro Paese non è casuale, già da tempo esiste una sezione italiana che si dedica esclusivamente al design dei modelli che generalmente si vendono meglio in Europa. Si è quindi cercato di capire cosa volesse realmente il grande pubblico da una naked di grande cilindrata e marcata Honda.

Ne è emersa una immagine affine (casualità?) a quella del prodotto Honda, per cui il pubblico vorrebbe una moto facile da guidare, potente da basso e utilizzabile nel traffico (anche a scapito della potenza massima) e con un'estetica aggressiva.

Detto questo, Honda ci ha lavorato su un po' e l'ha fatta. Tutto qua. Gira bene tra le auto, è aggressiva, potente ma sempre dolce nell'erogazione, ed ha un'immagine chiaramente Honda.

Honda CB 1000 R

  • Pregi
    • Motore pieno ai bassi e medi regimi
    • Moto facile
    • Sospensioni e freni
    • Design moderno
    • Maneggevolezza
    • Agilità
  • Difetti
    • Retrovisori poco funzionali
    • Altezza e durezza sella
    • Senza cavalletto laterale

Dolce ma potente


Il motore di questa CB deriva direttamente dall'unità che equipaggia la CBR 1000 RR del 2007, un motore sul quale si è lavorato molto per trasformarlo in una versione civilizzata adatta ad un pubblico più ampio. L'iniezione riceve corpi sfarfallati più piccoli (da 44 a 36mm) e le ultime tre marce sono ora più lunghe, così come il rapporto della trasmissione finale.

Per il resto si è rispettato il progetto originale, intervenendo però sulla programmazione della centralina dell'iniezione, sul profilo delle cammes e sul disegno dei tubi di scarico. Il risultato è un motore con una erogazione elettrica fin da basso, senza vibrazioni né incertezze.

Se qualcuno ancora si chiedeva se a livello di sensazioni fosse meglio un sistema a carburatori o uno ad iniezione, deve provare questa moto per capire che oramai i risultati sono talmente buoni che guardare indietro è inutile. Come detto la moto è potente a tutti i regimi possibili, in basso come in alto. Certo, si sono persi un po'di cavalli per la strada (ora sono 125), ma dopotutto questa è una moto pensata per la strada: sarebbe realmente utile ed utilizzabile la superpotenza e l'allungo della CBR?

A livello di ciclistica troviamo il telaio monotrave centrale, una configurazione che Honda chiama Mono Backbone, una unità in alluminio che brilla per discrezione (quasi non si vede) e rigidità. La sensazione è che con il motore formi una massa ultra compatta, in pratica è tutto integrato in modo così preciso e millimetrico che il motore della Fireblade sembra un tutt'uno con il telaio della CB.

La forcella è la stessa dell'attuale CBR1000, ovvero una unirtà Showa da 43 dotata di tutte le regolazioni. Anche l'impianto frenante è di razza: doppio disco da 310mm lavorato da pinze Tokiko radiali e pompa Nissin da 19, sempre radiale. Un sistema da supersport.

Le pastiglie montate, con una mescola diversa da quella delle RR, permette una sensibilità che rende quest'impianto radiale accessibile anche a chi fa un uso normale della moto. In ogni caso è disponibile anche con sistema ABS combinato. Dietro troviamo un forcellone in alluminio Pro Arm che lavora un mono Showa regolabile: da segnalare l'eccellente idraulica di quest'ultimo e la sensibilità alle regolazioni.

Una volta su strada si nota tutta la bontà della ciclistica: i cambi di direzione si fanno svelti come con una naked 600, senza tutta quella serie di ondeggiamenti e flessioni varie che affliggono le versioni più economiche. La moto è rigida, senza essere per questo scomoda.

Merito di una taratura delle sospensioni equilibrata. La sella è abbastanza dura, soprattutto se si ha intenzione di fare chilometri, anche se bisogna dire che la forma stretta permette di toccare senza problemi.

Le pedane sono posizionate correttamente e piuttosto elevate, in modo da permettere ampi angoli di piega. Così come il particolare sistema di scarico, che si trova quasi completamente sotto il motore.

Il risultato è un accentramento delle masse ed un abbassamento del baricentro che migliorano la stabilità e la guidabilità della moto.

Una mille per tutti

Honda CB 1000 R: potenza dolce


Questa CB 1000 R premia l'equilibrio, e riesce ad essere una moto che sicuramente farà contento un ampia fascia di pubblico. Chi viene dalle RR e non si fida delle naked perché pensa che sono prodotti di second'ordine dovrà ricredersi perché questa CB oltre ad avere 125 cv possiede una ciclistica di qualità e a punto, capace di dare soddisfazione anche nell'uso sportivo.

D'altro canto chi cerca una maxi naked per andare a lavorare troverà una moto d'aspetto fiero ma docile e capace di muoversi con disinvoltura tra il traffico. Quest'ultimo apprezzerà una ciclistica ed un motore da sportiva piegati in favore dell'efficienza, il che gioca a favore del divertimento e della sicurezza.

In conclusione una bella moto, con un aspetto piacevole e grintoso e con una versatilità che la rende unica. Finiture di qualità e ciclistica di prim'ordine per una moto che sicuramente si proietterà in cima alla lista delle vendite di un settore che guadagna mercato anno dopo anno.



L.Morales
Foto: Honda
Tradotto ed adattato da Luca Parretti

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Scheda tecnica della Honda CB 1000 R
Caratteristiche generali
Motore Motore 4 tempi, 4 cilindri, 16 valvole, raffreddamento a liquido
Cilindrata 998 cc
Potenza 125 CV
Peso a secco 217 kg
Prezzo 10.550 €

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