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Harley non ha tardato nell'aggiornare la XR1200, 18 mesi, un anno e mezzo dopo il lancio della sportivissima ed ecco una versione rivista ed aggiornata: la XR1200X.
Fatta in esclusiva per l'Europa, per commemorare i 100 anni della casa, presenta tutta una serie di migliorie che interessano tanto la ciclistica quanto l'ergonomia del pilota.
Spesso la taratura delle sospensioni può condizionare completamente il carattere di una moto e spesso questa taratura è un compromesso tra stabilità e confort, il che può lasciare perplessi i più sportivi.
Che spesso non possono disporre di regolazioni per poter adattare il mezzo alle proprie esigenze.
E così è successo con la XR 1200. Ma il problema è stato risolto, offrendo con questa versione la possibilità di regolare la forcella (una Showa da 43mm e con 125mm di corsa) tanto nella precarica quanto nell'idraulica (compressione ed estensione).
Stessa cosa per ammortizzatori posteriori che offrono le tre regolazioni, permettendo così un setting completo a seconda delle esigenze, tanto sportive come di peso.
In sella abbiamo notato, con il setting di serie, un comportamento neutro che mostrava la corda solo nelle staccate più intense, dove la forcella affondava vistosamente.
La frenata, soprattutto all'anteriore, è migliorata molto: ne ha beneficiato la modulabilità, la potenza in vece più o meno è rimasta la stessa, più che buona.
I dischi nella versione precedente erano fissi. Su questa X fanno la loro comparsa dei più efficienti dischi flottanti, che oltre ad essere più performanti, limitano molto le vibrazioni e rendono più dolce la frenata. IL mordente è buono ma ci saremmo aspettati qualcosa di più, visto i 236 kili della XR.

Le novità della XR1200X non riguardano solo la ciclistica. Anche se è difficile notarlo "ad occhio nudo", la posizione di guida è cambiata sensibilmente. In questa versione il manubrio è più chiuso, spiovente ed inclinato verso il pilota.
Il risultato è una posizione più comoda, senza le braccia aperte, che permette anche un migliore controllo del mezzo. Parleremmo di una posizione perfetta, parlando di comodità, se le pedane non fossero così alte ed arretrate.
Ma è una versione sportiva, per cui, guai se non fosse così. Ci lasciamo alle spalle quindi strisciamenti vari, cosa più consona ai pesi pesanti della casa.
La sportività però si trova a fare i conti con le geometrie della moto che limitano in parte tanta aggressività: 29.3 gradi d'inclinazione del cannotto e un avancorsa di 130mm conferiscono stabilità, lasciandola in ogni caso dalla maneggevolezze che ci aspetteremmo da una sportiva purosangue.
Il tutto si traduce in una certa tendenza ad uscire larga dalle curve, cosa rimediabile con una guida muscolosa. Ma stiamo forzando il ritmo. Se ci si calma tutto torna bello e divertente.
Si guida briosi, aiutati da un motore potente che tira forte tra 2000 e 5000 giri, come fosse un diesel. Insistendo si arriva a 7000 giri, dove taglia l'accensione, non ha molto senso, perché i cavalli sono in basso.
Infine, la trasmissione secondaria è a cinghia, a tutto vantaggio del confort di marcia.
In conclusione possiamo dire che questa nuova versione è senza dubbio più accattivante della versione base, sempre che i plus offerti siano d'interesse.
Se l'idea è quella di comprare una sportiva, forse si è fuori strada. Se ci si vuole andare a spasso, forse è troppo.
Se ci piace la XR e vogliamo una versione "premium", allora siamo a posto, questa è la nostra moto.
Luca Parretti
Martin
| Caratteristiche generali | |
|---|---|
| Motore | OHC, 4 valvole, 2 cilindri a V di 45º, 4 tempi, raffreddato ad aria-olio |
| Cilindrata | 1.202 cc |
| Potenza | 90 CV |
| Peso a secco | 250 kg |