Bimota Tesi 3D Carbonio: un gioiello unico

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E'il meglio del meglio, un progetto che oltre ad essere arrivato alla sua terza edizione, si presenta con una configurazione ancora più ricercata ed ammirata.

Bimota Tesi 3D Carbonio: un gioiello unico

La Bimota Tesi 3D Carbonio è una macchina unica, tutti i componenti sono realizzati artigianalmente e le finiture sono degne di una moto da corsa, quanto sono precise e ben fatte. Va oltre l'idea stessa di moto, è un esempio quasi unico dove arte e design industriale si fondono in un oggetto vivo. Il prezzo è degno di tanta esclusività: ci vogliono circa 30.000 euro per portarsi a casa un pezzo quasi unico.

Bimota Tesi 3D Carbono

  • Pregi
    • Finiture e materiali
    • Stabilità in frenata
    • Compattezza generale
    • Esclusività
    • Agilità e peso
    • Estetica
  • Difetti
    • Sella piccola
    • Altezza sella
    • Prezzo

E'il meglio del meglio, un progetto che oltre ad essere arrivato alla sua terza edizione, si presenta con una configurazione ancora più ricercata ed ammirata.
La Bimota Tesi 3D Carbonio è una macchina unica, tutti i componenti sono realizzati artigianalmente e le finiture sono degne di una moto da corsa, quanto sono precise e ben fatte. Va oltre l'idea stessa di moto, è un esempio quasi unico dove arte e design industriale si fondono in un oggetto vivo. Il prezzo è degno di tanta esclusività: ci vogliono circa 30.000 euro per portarsi a casa un pezzo quasi unico.
La posizione di guida è corretta e piacevolmente comoda. Dietro ad un cupolino minimalista nel quale s'incassa una bella strumentazione ricca d'informazione e chiara, con un contagiri analogico di grandi dimensioni e uno schermo digitale che mostra la velocità, l'orologio, il contachilometri, la temperatura del motore e dell'aria, il cronometro, il computer di bordo e una serie di led che segnano quando si deve cambiare marcia. Il serbatoio è stretto ed avvolgente: s'incassano le gambe e tutto coincide, come in un vestito di sartoria. Sotto questa zona dominata dal colore nero è tutto un magnifico intrecciarsi di tubi e piastre cnc d'alluminio. Il telaio è costituito da due piastre ricavate dal pieno in alluminio che abbracciano il motore ed hanno la caratteristica forma a diamante. Su di lui sono imbullonati tutta una serie di tubi intrallicciati tra loro che formano la struttura che regge il canotto di sterzo e quella del codino. E dell'ammortizzatore posteriore. Questo, completamente regolabile, è unito al forcellone senza interposizione di biellette.

Davanti e dietro

Bimota Tesi 3D Carbonio: un gioiello unico


La parte più interessante di questa moto è senz'altro l'avantreno. La soluzione senza forcella è più o meno la stessa dei primi anni novanta, con la differenza che allora il forcellone era in alluminio, mentre ora è in tubo d'acciaio. Attraverso una complessa geometria di tubi e leve, si riesce a trasmettere in modo indiretto il moto del manubrio alla ruota, separando il movimento di sterzata da quello dell'ammortizzatore che, di fatto lavora in modo molto simile a quello posteriore. Per il resto tutti i segreti si concentrano dentro il mozzo anteriore, che compie diverse funzioni, tanto girare la ruota come ancorare le staffe delle pinze del freno (radiali Bimota) o sostenere il parafango anteriore (in carbonio anche lui).

Motore Ducati


Il motore che muove questa Tesi è un motore Ducati DS, un classico Desmo 1100 twin spark a due valvole e raffreddamento ad aria, per capirci è lo stesso motore che montano la Multistrada o la Hypermotard. Ha "soli" 94 cavalli ed è stato dotato di una nuova iniezione Walbro messa a punto direttamente dai tecnici Bimota. Non è per criticare, però crediamo che tanta esclusività e prezzo si meriterebbero un motore più esclusivo: d'accordo che magari una unità Testastretta finirebbe per "sporcare" e riempire eccessivamente le linee della Tesi, però è pur sempre vero che in casa Ducati esiste una 848 SBK da 130CV...

Principe per un giorno

Bimota Tesi 3D Carbonio: un gioiello unico


La cosa più interessante è scoprire come va realmente questa tesi in pista, come reagisce questa "strana" sospensione anteriore. Prima di tutto stupisce il fatto che uno muova il manubrio e in modo speculare si muova la ruota. Sembra logico però il cervello capta un'anomalia ... a cui comunque ci si abitua. La cosa che realmente è più difficile da accettare è che si possa variare (di pochissimi decimi) il rapporto di sterzata tara il manubrio e la ruota. Con una messa a punto si può arrivare a farli coincidere e far migliorare il feeling. In ogni caso rimane chiaro che ci vuole un po'di pratica per abituarsi a questo sistema. Oltretutto in frenata la moto non affonda (come con il Telelever) ma continua a fornire informazione come se si trattasse di una forcella convenzionale. Giro dopo giro ci si abitua anche se il semplice fatto di avere sotto una moto da 30.000 euro impone un certo rispetto. Nonostante ciò si nota subito il limite del motore, dopo poco ci si abitua e si tira sempre al massimo, tanto le reazioni sono tutto sommato modeste. Bisogna dire che questa Tesi è pensata per la strada (dove 94cv sono più che sufficienti) e non per il circuito, anche se la bontà della ciclistica fa venir voglia di girare in pista.
In conclusione, come per le altre Bimota, ci troviamo davanti ad un esempio di perfezione motociclistica, di cura artigianale dei dettagli, di un oggetto del desiderio riservato a pochi fortunati. Si è voluto portare avanti in questo modo il concetto originario della Tesi (con la quale sì si correva in pista) e ne è nata una moto particolare, bella, esclusiva ed esotica.


A.Escoda
Foto: Negami
Tradotto ed adattato da Luca Parretti

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Scheda tecnica della Bimota Tesi 3D Carbono
Caratteristiche generali
Motore SOHC Desmo 2 cilindri a V 90º, 4 tempi, 4 valvole, raffreddamento ad aria
Cilindrata 1.079 cc
Potenza 94 CV
Peso a secco 168 kg
Prezzo 28.520 €

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